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Religulous - Scheda del film

 

in collaborazione con:

 

CINEMA SOCIALE – S.O.M.S. Società Operaia di Mutuo Soccorso Omegna

PIEMONTE AL CINEMA – IL CINEMA DIFFUSO
Promosso da Regione Piemonte, AIACE, AGIS


Giovedì 11 febbraio 2010 – Scheda n. 16 (801)

 

 

Religulous

 

Titolo originale: Religulous.

 

Regia: Larry Charles. Sceneggiatura: Bill Maher.

 

Fotografia: Anthony Hardwick. Montaggio: Jeff Groth, Christian Kinnard, Jeffrey M. Werner.

Interpreti: Bill Maher, Steve Burg, George Coyne, Jerry Cummings,

Jose Luis De Jesus Miranda, Reginald Foster, Dean Hamer, Ken Ham, Aki Nawaz,

Andrew Newberg, Mark Pryor, Yisroel Dovid Weiss,

Tom Cruise, Pat Robertson, Fred Phelps, John McCain,

George W. Bush, Kirk Cameron, John Travolta.

Produzione: Thousand Words. Distribuzione: Eagle Pictures.

Durata: 101’. Origine: Usa, 2008.

 

 

 

Larry Charles e Bill Maher

 

Un singolare documentario a quattro mani. Nato nel 1956 a New York, Larry Charles fa il regista: suo è quel Borat che è diventato simbolo del cinema politicamente scorretto. Davanti alla macchina da presa sta invece Bill Maher, personaggio molto popolare in America, intrattenitore e provocatore televisivo. Maher, madre ebrea e padre cattolico, ha condotto un talk show di culto, Politcally Incorrect, a partire dal 1994, show che ha vinto molti premi e fatto incavolare molta gente. I due, per questo documentario, girano gli Usa e il resto del mondo a incontrare cattolici, ebrei, musulmani, José Miranda reincarnazione (secondo lui) di Gesù Cristo Josè, profeti olandesi della marijuana, predicatori ex cantanti di rythm'n'blues, mormoni, creazionisti, negazionisti e simpatici cristiani esibizionisti. Il risultato è Religulous.

Dice Bill Maher: «Sin dai miei esordi con Politically Incorrect, nel 1993, e durante gli ultimi quindici anni è stato un piacere fare della religione organizzata uno dei miei bersagli preferiti. Spesso spiegavo alle persone, “Non ho bisogno di prendere in giro la religione, lo fa già benissimo da sola.” E poi invece iniziavo a prenderla in giro, così, tanto per ridere. Con fanatici della religione come George W. Bush e Osama bin Laden che controllano il mondo, mi è sembrato che negli ultimi anni questo tema, il tentativo, cioè, di demistificare l’uomo che si nasconde dietro al sipario, necessitasse di un forum più ampio, più tenace e meglio mirato, rispetto ai programmi televisivi notturni. Volevo fare un documentario e volevo che fosse divertente. Non esiste niente di più ridicolo delle antiche storie mitologiche che ancora oggi sopravvivono sotto le sembianze delle religioni e lo scopo di questo film è proprio quello di cercare di essere estremamente divertente. A meno che, ovviamente, non siate religiosi, in tal caso, allora, il film potrebbe non essere di vostro gradimento. Chi avrei mai potuto chiamare a dirigermi in un’impresa tanto epica? Esisteva una sola persona adatta, il suo nome è Larry Charles. Spero che insieme siamo riusciti a portare a termine l’impresa. Anche se, in realtà, non è stato così difficile, considerando che, dal punto di vista della comicità, il tema della religione offre innumerevoli spunti da cui attingere. Come comico la religione mi ha sempre interessato, era proprio questo l’argomento che meglio si prestava per le migliori battute. Credo che ciò debba suggerirci qualcosa: i comici cercano argomenti che non hanno senso, che sono illogici…». Aggiunge Larry Charles: «In cosa credete, perché ci credete e perché avete bisogno di crederci? Possiamo riuscire ad essere buoni senza Dio? Anche la politica è una fonte molto ricca da questo punto di vista, ma per quanto i politici possano promettere cose ridicole, non raggiungono neanche minimamente i livelli di alcune religioni, come ad esempio la pratica dei Mormoni, che promette alle coppie sposate un pianeta su cui dominare nell’aldilà, a patto che il loro matrimonio terreno sia impeccabile. Arrivano a prometterti un pianeta, è come ricevere un certificato che attesta che hanno dato il tuo nome ad una stella; anche se, in effetti, in America la stella te la danno sul serio! Unitevi assieme a me nella battaglia finale tra intelligenza e stupidità, con la quale verrà deciso il futuro dell’umanità».

 

La critica

 

Irresistibile. Non occorre essere atei, basta illuministi, per apprezzare questo documentario divertentissimo, sul filo tra vero e falso, in cui un popolare reporter, Bill Maher, gira il mondo a chiedere a gente accreditata qualcosa sulla fede, nello stile dei Monty Pyhton, facendo subito una gag della sua educazione ebreo-cattolica. Il regista è quello di Borat, Larry Charles, e la miscela esplode, specie in questo momento pericoloso per fondamentalismi. Non c'è per fortuna rispetto per alcuno, satira meglio di Michael Moore e battute fantastiche. In questo mondo religiosamente cane si passa in Vaticano ma location cult sono i musulmani gay, i Mormoni, Scientology, la setta di marijuana di Amsterdam e altre follie reali (sarà inventato il vescovo che nega la Shoah?). Vietato offendersi e/o censurare, è un'intelligenza viva, agnostica, liberatoria che si ride addosso.

MMaurizio Porro, Corriere della Sera, 13 febbraio 2009

 

Dopo aver preso di mira la xenofobia degli americani, ma anche l'uso distorto dei media con lo stravagante e irriverente Borat, Larry Charles ora ha puntato la sua invadente e trasgressiva macchina da presa sulle religioni e i relativi fanatismi. Religiolus [questo il titolo della versione italiana, ndr], accolto negli Stati Uniti con successo, ma anche polemiche, veicola uno sguardo laico e dissacrante sulla convivenza delle tre religioni monoteistiche (cristiana, ebraica e musulmana) attraverso il popolare comico televisivo Bill Maher, che ci guida attraverso i paradossi e le superstizioni degli integralismi viaggiando nei luoghi religiosi classici e intervistando credenti di fedi diverse. Il regista e l'attore si avventurano in Galilea e nella surreale Holy Land, cercano di entrare nel Vaticano, demistificano una certa sacralità di qualunque segno mettendo in difficoltà predicatori, rapper fondamentalisti, l'esperto di latino della Curia pontificia. Il film è a tratti divertente, ironico, audace, con una fotografia sporca, finestre che si aprono sullo schermo e l'inserimento di sequenze di vecchi film propone un approccio scanzonato e sdrammatizzante. A differenza però del film precedente, che era un finto documentario (mockumentary), questo risulta un documentario finto nel senso che diventa un reportage televisivo in forma di show comico.

AAlberto Castellano, Film TV, 14 febbraio 2009

 

Basterebbe il manifesto del film per urlare al miracolo. Solo cinematografico, ovvio. Tre scimmie che 'canonicamente' si tappano orecchie, bocca e occhi: niente di nuovo, ma hanno copricapo inconfondibili e croce, stella di Davide e mezzaluna musulmana al collo. Geniale, come questo film che si scaglia contro falsi miti e fanatismi (se interessati al genere rintracciate Parafernalia di Massimo Coppola), dai monoteismi imperanti e imperialisti alle religioni fai da te di sette, Gesù e San Paolo redivivi, rabbini antisemiti. Bill Maher, comico ebreo di formazione cristiana conosce gli effetti allucinogeni dell'oppio dei popoli e, mai blasfemo, inchioda implacabile credi e credenti agli inganni di chiese, moschee, sinagoghe e pulpiti televisivi. Alla regia il diligente Larry Charles al servizio dell'on the road di un altro comico indagatore dell'incubo americano, ma da Sacha Baron Cohen a Bill Maher, da Borat a Religiolus (demenziale adattamento italiano del bel titolo originale Religulous, crasi tra religion e ridicolous) la strada è lunga: quella che va da un mockumentary-candid camera furbo e dozzinale a un doc intelligente, rigoroso e sferzante. In cui si sorride con rabbia, rispetto e incredulità.

BBoris Sollazzo, Film TV, 9 giugno 2009

 

Naturalmente il fatto di radicarsi nel contesto americano, dove la religiosità s'incanala in mille rivoli spesso all'insegna di personalizzazioni o di spettacolarizzazioni esasperate, ma dove al contempo le religioni non pretendono di dettare legge a tutti, asseconda l'intento dei due che guidano questo viaggio già irriverentissimo fin dal titolo, una crasi tra 'religioso' e 'ridicolo'. I due sono Larry Charles e Bill Maher. Uno sdoppiamento di tutto ciò che, nei documentari satirici di Michael Moore, è sintetizzato dal debordante protagonismo del corpulento autore e intervistatore. Maher è un comico, ed è colui che vediamo nel corso del film visitare e provocare le più varie personalità religiose, non solo in America (c'è anche una puntata in piazza San Pietro). Charles, il regista, è il creatore di Borat, esplosivo fenomeno satirico di alcune stagioni fa. Difficile dal nostro punto di vista non soffermarsi su un pensiero. L'aggressività, lo scherno, la diffidenza, il dubbio messi in campo nel corso di questa stravagante inchiesta - e comunque espressi senza mai negare agli interlocutori tutte le possibilità di spiegarsi e difendersi - sarebbero impensabili in un paese così dipendente, come è il nostro, dall'autorità religiosa.

PPaolo D’Agostini, La Repubblica, 13 febbraio 2009

 

 

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